LA CORTE PAVESE

 

 

L’attività economica più importante del nostro paese è sempre stata quella agricola e ciò lo si può ben notare dalla così detta “corte pavese”. Le corti pavesi (“curt” in dialetto) sono i fabbricati annessi ad un’azienda agricola e in passato prendevano il nome del proprietario, tanto che ancora oggi in paese si usa dire la curt di Zerbi, la curt di Ferrari, per fare alcuni esempi. Le cascine che punteggiavano numerose il nostro territorio erano tipici esempi di corte pavese. Le corti sono ancora oggi ben conservate, nonostante alcuni rimaneggiamenti e sono caratterizzate da due ingressi; uno, per il carriaggio leggero, è costituito da un portone con due portali in legno sormontato da un arco a tutto sesto e da una camera, l’altro, per i carriaggi pesanti che trasportavano erba, granaglie e letame, da un portone a cielo libero con battenti in ferro.

La corte era una comunità autonoma inserita nel paese e comprendeva: la casa padronale, le case per i salariati, stalle per manze, buoi e cavalli, stabili per i maiali, portici per lo stoccaggio di foraggio ed erba, magazzini per le granaglie, ricoveri per carri ed attrezzi, legnaie, casa comune per il bucato, forno e pozzi comuni, aia per l’essicazione dei raccolti e ghiacciaia seminterrata per conservare il ghiaccio prodotto nei campi durante l’inverno. Erano inoltre presenti l’aniera, laboratorio di falegnameria per la riparazione degli attrezzi e dei carri ed il caseificio per il trattamento del latte prodotto nell’azienda. Le uniche due cose mancanti nella corte pavese, per le quali occorreva andare in paese erano il fabbro ed il mulino; appena fuori dalla corte vi erano inoltre una serie di orti di pertinenza dei salariati ed un apposito scivolo sulla riva di un fosso, dove si potevano sciacquare i panni. La corte padronale, sovente abitata dal fittavolo, era spesso caratterizzata da un giardino ed un orto privato.

Alcune di queste corti sono facilmente visitabili ed anche la struttura del paese è conseguenza di questa disposizione a corti. Pieve Albignola è inoltre caratterizzata dalle corti comuni, che vengono anche chiamate case (in dialetto ca'); ancora oggi si nominano le Case Bruciate, le Case di Cintu (Innocente), le Case Brunoldi, le Case Nocca, le Case Merli.

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