GASTRONOMIA LOCALE

 

Fino alla metà del ‘900, quella lomellina è una cucina “paesana”, “povera”, con piatti semplici e poco elaborati e soprattutto preparati sfruttando i prodotti della campagna o dell’allevamento nostrano. Il riso, prodotto tipico delle nostre campagne, la fa da padrone tra i primi piatti e si presta ai più svariati abbinamenti: dai “fagiolini dell’occhio” ai funghi porcini, dalle “barlande” (erbette dei prati) agli asparagi, dalle tinche alle quaglie ed alle rane. Altri primi piatti tipici sono gli agnolotti ripieni, ma anche le minestre come pasta o riso e fagioli e la zuppa di ceci.

Tra i secondi piatti sono invece quelli a base di maiale a spopolare: il ragò (piatto a base di verze con costine e cotenne di maiale), la frittura, ma anche i salami da cuocere come il cotechino ed il marzapane rispettano un’antichissima tradizione lomellina. Non vanno certo dimenticate però le rane e le lumache, ma anche pesci d’acqua dolce come la tinca, la carpa e l’anguilla, per non parlare della polenta, immancabile un tempo sulle tavole dei poveri e da associare alle salacche, al merluzzo o a salsiccia e chiodini; la selvaggina invece trova spazio con la lepre in salmì e il fagiano alla cacciatora. Senza dubbio vanno ricordati anche gli animali allevati in cortile come la gallina, l’anatra, l’oca e la faraona.

Tra i dolci ci sono invece da menzionare la torta “bianca e nera”, quella di riso, quella di zucche e la pasta frolla, oltre a frittelle e bugie, preparate però principalmente nel periodo di Carnevale.

Economica e genuina, ma anche originale ed appetitosa, la nostra cucina merita di essere scoperta dai palati più fini. 

Qui di seguito vi proponiamo alcune tra le tradizionali ricette tipiche di Pieve Albignola e della Lomellina.

  

RISOTTO CON FAGIOLINI DELL’OCCHIO (Risòt cùi fäšulìn ädl’ög)

(per 4 porzioni)

250 grammi di riso Arboreo o Carnaroli, 200 grammi di fagiolini dell’occhio secchi, burro, olio d’oliva, cipolla, 50 grammi di pancetta, vino bianco secco, formaggio grana, sale e pepe.

 

Mettete a bagno i fagioli la sera prima. Sciacquateli, immergeteli in abbondante acqua fredda e fateli lessare, salandoli solo alla fine. Lasciateli raffreddare prima di scolarli dal brodo di cottura, che conserverete per la preparazione del risotto.

Tritate finemente la cipolla  e fatela imbiondire in qualche cucchiaiata di olio e burro; poi aggiungete il riso, rimestate e spruzzate con il vino. Fate evaporare ed unite il brodo dei fagioli ben bollente. Cuocete a fuoco vivace. Lasciate il risotto piuttosto al dente ed unitevi i fagioli cotti. Fatelo raffreddare rapidamente stendendolo sul piano di marmo, quindi formate dei tortini individuali. Tritate finemente la pancetta e mettetela a rosolare nell’olio; fatevi infine soffriggere i tortini e serviteli caldissimi, cosparsi di formaggio grattato.

E’ possibile semplificare la ricetta servendo il risotto morbido, anziché ricavarne dei tortini.

Il piatto, molto gustoso, ma asciutto, va corredato da robuste bevute; è un piatto unico, se non dal punto di vista calorico, almeno da quello del riempimento dello stomaco, caratteristica molto importante data l' economia del tempo.

LA FRITTATA CON PASTA DI SALAME (Frità Rugnùšä)

(per 4 porzioni)

6 uova, 100 grammi di pasta di salame, 2 cucchiai di formaggio grana grattugiato, un cucchiaio di olio di oliva, sale.

 

Sminuzzate la pasta di salame.

Sbattete le uova con il formaggio e salatele leggermente. Aggiungetevi la pasta di salame.

Scaldate l’olio in una padella e versatevi il composto, rivoltando la frittata non appena la parte inferiore sarà dorata. Servite la frittata sia calda che fredda.

 

Secondo la tradizione la frità rugnùšä è un piatto tipico del giorno di Pasqua o di Pasquetta. Un tempo le frittate di ogni genere erano cotte nello strutto o nel grasso d’oca; abbiamo preferito suggerire l’utilizzo dell’olio per rendere il piatto più leggero e delicato.

  

TORTA DI ZUCCA (Tùrtä äd sücä)

1 chilogrammo di zucca, 200 grammi di pane raffermo, 1-2 uova intere, 3 cucchiai di uva sultanina, 200 grammi di amaretti, 150 grammi di zucchero, 4-5 cucchiai di cacao, prugne secche a piacere, un bicchierino di marsala, buccia di limone (parte gialla) e latte quanto basta.

Cuocere la zucca.

Affettare il pane raffermo e renderlo pastoso con l’aggiunta di latte a temperatura ambiente. A freddo unire: polpa di zucca cotta e schiacciata, zucchero, cacao, uova, prugne secche rinvenute in acqua tiepida, uva sultanina rinvenuta in marsala, amaretti sbriciolati e qualche fettina della parte gialla del limone.

Lasciare riposare per qualche ora, per far sì che gli ingredienti si amalgamino bene fra loro e poi versare in una teglia imburrata e cosparsa di pane grattugiato; spianare il composto e cospargere la superficie di zucchero.

Infornare a 180 gradi per un’ora.

 

La torta di zucca viene tradizionalmente preparata per la sera della vigilia di Natale; per questo viene anche chiamata “torta della vigilia”.

 

GLI CHEF DELLA PRO LOCO


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